Nel 1357 papa Innocenzo VI, dalla sede di Avignone, elesse vescovo un postese: Angelo de Posta de Sora, come egli stesso amava denominarsi. Nel volume Ciociaria sconosciuta di Arduino Carbone troviamo notizie di questo celebre personaggio da Maria Riccardo Posta. La casata dei Posta fu investita di ben quarantacinque baronie e verso il Cinquecento si divise in due rami principali: quello di Napoli e quello di Patrica.

REFORMATOR AC REPARATOR
Angelo, trasferito a Montecassino da San Vincenzo al Volturno, fu eletto abate cassinese il 23 marzo 1358. Nei pochi anni del suo abbaziato, si dedicò con passione e, anche con il denaro dei suoi più stretti parenti, a riportare al suo antico splendore il monastero, tanto da meritare l’appellativo di “reformator ac reparator monasterii Casiniensis”.
Con lui la ricostruzione ebbe un notevole slancio. Solo la morte, avvenuta il 15 aprile 1362, interruppe l’opera ricostruttrice dell’abate postese.

LA FAMIGLIA DI ANGELO
Il padre di Angelo fu Giacomo, signore della Posta, di monte Murolo, di Castel Tufillo e di Luperano. La madre fu una Cantelmo figlia del milite Pietro Barulo. Ebbe una sorella, Antonia della Posta che andò sposa a Tommaso Sanfelice e un fratello, Cristoforo che ereditò i feudi della famiglia lasciandoli, a sua volta, ai tre figli: Angela, che sposò Nicola de Ceraso nobile di Palazzolo; Antonio, Canonico Maggiore della chiesa di San Germano in Cassino; Agapito, continuatore della stirpe.

LA CASATA DELLA POSTA
Uno zio di Angelo, Tommaso della Posta, sposò Vincenza Frignano sorella di Bartolomeo che, da arcivescovo di Bari, l’8 aprile 1378 fu elevato al soglio pontificio con il nome di Urbano VI. Il cognome della Posta continuò a fiorire nella sede originaria, estese le sue proprietà in Campania, in Abruzzo, in Molise e nella Campagna Romana.