Deputato e senatore del Regno d’Italia, Alfonso Visocchi nacque ad Atina il 7 febbraio 1831. Venne eletto alla Camera dei deputati del collegio di Cassino nella IX legislatura e, ininterrottamente, dalla XII legislatura alla XIX legislatura. Particolarmente assiduo nei lavori assembleari, si occupò spesso, dai banchi parlamentari, con mozioni e interrogazioni, di tematiche a carattere economico-finanziario, tecnico e sociale. Per la sua competenza, fu più volte relatore sul bilancio relativo al Ministero dell’Agricoltura e sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e nella Sicilia. Morì a Napoli il 16 marzo 1909.

DALLA FERROVIA ALLA BANCA POPOLARE DI ATINA
Per sostenere l’economia della Val di Comino, si fece promotore su scala provinciale e nazionale di un progetto di collegamento ferroviario fra Cassino, Atina e Sora. Il 6 marzo 1881 Alfonso Visocchi fondò la Banca Popolare Cooperativa di Atina, società anonima cooperativa, con l’obiettivo di combattere l’usura nel paese e di promuovere il risparmio per incoraggiare l’agricoltura, il commercio e le industrie locali. Per oltre 40 anni la Banca visse momenti di florido sviluppo fino a raggiungere, nel 1926, oltre 7 milioni di depositi.

IL RICORDO DEL PRESIDENTE DEL SENATO GIUSEPPE MANFREDI (1909)
«Tutta di attività parlamentare fu la vita di lui. Senatore dal 1900, nel suo 78° anno di età conservava mente e vigore; cosicché lo vedemmo a parte dei nostri lavori sino alle ultime tornate. Lo avemmo nella Commissione pe’ trattati internazionale ed eletto alla Giunta parlamentare d’inchiesta sulla condizione dei contadini delle provincie meridionali. Adempì con lode pubblici uffici amministrativi nella natia provincia, esercitò le buone opere e la beneficenza. I fanciulli poveri di Atina benedicono la memoria del benefattore, che pose in loro l’affetto nella desolazione del deserto luogo dei figli perduti. Su del proprio, contornato da salutifere piante, sorge l’asilo da lui fondato nel nome dell’ultima figlia estinta, Beatrice; da lui dotato di rendita a perpetua fortuna dell’infanzia de’ miserelli. Prezioso suffragio alle anime de’ ricchi le lagrime grate dei poveri! Beata per esse quella di Alfonso Visocchi».

LA FAMIGLIA VISOCCHI
I Visocchi si insediarono in Val di Comino alla fine del Cinquecento, in virtù del privilegio che attribuiva un feudo al capostipite: l’alfiere Biagio Visocchi, ufficiale dell’esercito del Regno delle Due Sicilie, proveniente dal nord Europa, presumibilmente dalla Polonia. I Visocchi, stabilitisi in Atina hanno ricoperto per generazioni incarichi militari e amministrativi fino all’Unità d’Italia. Dal 1848, insieme al fratello Pasquale fu protagonista della vita politica ed economica della Val di Comino.