Generazioni, modi e forme: l’arte contemporanea torna ad Atina

Entrando nelle sale del Museo Archeologico di Atina, nel centro storico dell’omonima città, il visitatore incontra una stratificazione di tempi che dialogano tra loro. Le collezioni archeologiche convivono con spazi pensati per accogliere il contemporaneo, creando un contesto in cui la storia non è sfondo ma parte attiva della lettura delle opere. È in questa cornice che prende forma la XXV Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea “Generazioni: modi e forme”, un appuntamento che rinnova una tradizione culturale avviata sul territorio alla fine degli anni Novanta.

Un percorso tra linguaggi e stagioni dell’arte

La mostra propone un ampio panorama dell’arte contemporanea italiana, affiancata da presenze internazionali europee ed extraeuropee. Il percorso attraversa linguaggi legati alle avanguardie storiche, come nel caso di Giorgio de Chirico, passa per l’astrattismo del secondo dopoguerra e degli anni Sessanta con figure come Carla Accardi, Giulio Turcato ed Enrico Castellani, tocca le esperienze dell’Arte povera con Michelangelo Pistoletto, Eliseo Mattiacci e Giulio Paolini, per arrivare alle ricerche degli anni Ottanta e alle generazioni successive, rappresentate da artisti come Bizhan Bassiri, Vittorio Messina, Renato Ranaldi, Tonina Cecchetti, Abel Herrero, Vittoria Mazzoni ed Eduard Winklhofer.

Un progetto culturale radicato nel territorio

La mostra si inserisce in un percorso avviato nel 1998 tra San Donato Val di Comino, Atina, Arpino e Sora, capace di trasformare il territorio in un laboratorio stabile per l’arte contemporanea internazionale. Nel corso di oltre venticinque anni, il progetto ha coinvolto artisti, critici, istituzioni e comunità locali, mantenendo una continuità rara per contesti di dimensioni ridotte. Atina, comune della provincia di Frosinone, ha saputo costruire una proposta culturale capace di fare sistema, evitando eventi isolati e puntando su una visione di lungo periodo fondata sulla ricerca artistica e sulla qualità curatoriale.

Generazioni a confronto

Il titolo “Generazioni, modi e forme” chiarisce l’impostazione dell’esposizione: un confronto tra diverse stagioni dell’arte contemporanea, osservate attraverso linguaggi, materiali e poetiche differenti. Le opere in mostra permettono di attraversare esperienze che hanno segnato il Novecento e dialogano con ricerche più recenti, senza una gerarchia cronologica rigida. Il museo diventa così uno spazio di confronto, dove il passaggio generazionale è letto come continuità e trasformazione, non come frattura.

I maestri e le opere

Tra i nomi presenti figurano Giorgio de Chirico, Michelangelo Pistoletto, Carla Accardi, Enrico Castellani, accanto a opere di Giulio Paolini, Eliseo Mattiacci e altri protagonisti della scena internazionale. La selezione restituisce una mappa articolata dei linguaggi visivi, mettendo in relazione pittura, installazione e ricerca concettuale, con attenzione ai materiali e alle forme come strumenti di pensiero.

Curatela e organizzazione

La curatela è affidata ad Anna Cautilli, figura centrale nella costruzione del progetto atinate, che nel tempo ha garantito coerenza e continuità alle diverse edizioni. L’ideazione complessiva del percorso, fin dalle origini, si è avvalsa del contributo di Bruno Corà, critico d’arte di rilievo internazionale. Questa doppia presenza ha consentito di coniugare visione critica e radicamento territoriale, mantenendo alto il profilo scientifico delle esposizioni senza perdere il rapporto con il contesto locale.

Un museo tra archeologia e contemporaneo

Il Museo Archeologico non è solo sede espositiva, ma parte integrante del progetto. Le sale, nate per raccontare la storia antica del territorio, accolgono il contemporaneo come ulteriore livello di lettura. La convivenza tra reperti archeologici e opere moderne stimola un confronto diretto tra epoche, sottolineando come la produzione artistica sia sempre espressione del proprio tempo. In questo senso, il museo di Atina si configura come spazio civico oltre che culturale.

Date, orari e accesso

L’inaugurazione della mostra è prevista per sabato 27 dicembre 2025 alle ore 17:00. L’esposizione resterà aperta fino al 5 gennaio 2026, coprendo l’intero periodo delle festività natalizie. L’ingresso è gratuito, scelta che conferma la volontà di rendere l’arte contemporanea accessibile a un pubblico ampio, dai residenti ai visitatori che in quei giorni attraversano la Val di Comino.