Valerio fu un legionario romano che visse nel III secolo. Affascinato dalla “Buona Novella”, abbracciò la nuova fede e si convertì al cristianesimo. In quegli anni, Roma era scossa dal diffondersi della nuova religione, che giorno dopo giorno attirava a sé molti pagani.
La reazione di dell’Imperatore Valeriano non si fece attendere. Se all’inizio proibì ai cristiani di riunirsi, con i giorni si convinse che per risolvere il problema si doveva trasformare l’esilio in pena di morte. Le minacce colpirono soprattutto i militari, che si ritrovarono costretti ad incensare gli idoli pagani: chi si rifiutava veniva processato in maniera sommaria e ucciso. La stessa sorte toccò a Valerio, che pur di non rinnegare la fede in Cristo, fu ucciso con un colpo di lancia alla tempia. Il corpo venne seppellito nel cimitero di Santa Ciriaca.
Nel 1656 le “sagre ossa di San Valerio, già precedentemente, per ordine del Romano Pontefice, estratte insieme col vasetto del sangue” furono donate agli abitanti di Alvito che, intimoriti dalle notizie della peste che arrivavano da Napoli, le accolsero con solenni cerimonie. San Valerio è festeggiato il venerdì successivo alla Pentecoste, in passato le celebrazioni avvenivano di martedì.
Dove si venera: Alvito (Collegiata di San Simeone)
Giorno dei festeggiamenti: venerdì successivo alla Pentecoste
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