La Chiesa di Santa Maria della Tribuna viene menzionata per la prima volta nel 1308, quando una decima papale triennale cita “una chiesa di Santa Maria nel castello di Settefrati”. Insieme alla Chiesa dei Santi Sette Fratelli, rappresenta la seconda chiesa medievale ubicata nel centro storico del paese, cuore della Val di Comino.
L’incendio del Cinquecento
Secondo un’antica tradizione, nel corso del XVI secolo un devastante incendio distrusse numerose costruzioni in legno edificate ai piedi del Colle (“Belvedere”), nei pressi delle fonti Pisciarello e Fondicelle. Le fiamme avvolsero anche la chiesa, riducendo in cenere preziosi documenti e pergameni di grande valore storico.
La ricostruzione seicentesca
Nei primi anni del Seicento, l’edificio ormai in rovina fu demolito e ricostruito per volontà di G.P.M. Castrucci. L’epoca ci ha lasciato una preziosa testimonianza di Giovanni Domenico Vergilli, che descriveva la chiesa come una delle quattro parrocchie in cui era suddiviso Settefrati. Tra i beni della parrocchia figuravano un cingolo di Sant’Agostino e un altare maggiore in stucco dorato, segno della devozione e della cura artistica dell’epoca.
Le trasformazioni del Novecento
Nel 1930 la chiesa subì un ampliamento significativo: la navata unica venne quasi triplicata in lunghezza, con soffitto a capriate. Due anni dopo, il maestro Giuseppe Terenzio realizzò la lunetta del portale, raffigurando la Vergine che consegna i sacri cingoli a Sant’Agostino e Santa Monica. Lo stesso soggetto fu riprodotto anche nella pala d’altare interna, commissionata nel 1953 dall’abate Enrico Vitti al pittore Leo Rossi di Siena.