Un piccolo zampognaro testimonial del celebre cioccolato Louit

Per secoli lo zampognaro della Val di Comino ha esercitato un fascino particolare su artisti, letterati e gente comune. Un apprezzamento che si amplificava nella seconda metà dell’Ottocento grazie ad articoli dedicati al folklore pastorale-contadino e all’iconografia presepiale napoletana, che lo rappresentava come il principale musicista ammesso a suonare tutta la notte per Gesù Bambino. Gli zampognari della valle li conoscevano bene anche a Parigi, a Londra e nelle principali città europee dove spesso si esibivano. A loro si interessarono anche Giuseppe Mazzini, Charles Dickens, D.H. Lawrence e Gabriele D’Annunzio.

NELLA RECLAME DEL CIOCCOLATO
Nell’Ottocento, con la diffusione dell’estetica del pittoresco, gli zampognari divennero un soggetto molto apprezzato. Oltre che nei quadri, li ritroviamo “testimonial” pubblicitari. Ad esempio, nella prima metà del Novecento, l’immagine di un piccolo zampognaro venne raffigurata su una cartolina promozionale del cioccolato Louit. Il piccolo, con indosso gli abiti tradizionali, il cappello a tesa larga e le ciocie, suonava per far ballare due topolini, sotto lo sguardo incuriosito di una bambina, anch’essa con l’abito tipico.

IL CIOCCOLATO LOUIT, UN’ECCELLENZA ALIMENTARE
La F.lli Louit, fondata nel 1825 a Bordeaux, è stata un’importante azienda che produsse cioccolato e altri generi alimentari di successo, come la senape, riconosciuta come la migliore in commercio. Terminata la prima guerra mondiale, la società iniziò la distribuzione capillare dei suoi prodotti, che giunsero anche in Italia. Tra i motivi di eccellenza, oltre alla qualità delle materie prime, c’era l’eleganza e la cura con cui realizzavano le confezioni.

IL PICCOLO ZAMPOGNARO E LA STRATEGIA PUBBLICITARIA
Per promuovere il cioccolato, l’azienda avviò una campagna pubblicitaria rappresentando i principali costumi regionali del mondo, i fatti storici e i personaggi più cari ai consumatori. L’Italia fu presente con vari soggetti. Tra questi: Donizetti, Bellini, il padiglione all’Expo del 1900, Venezia, i gondolieri e il piccolo zampognaro a cui  abbiamo accennato prima. Durante la seconda guerra mondiale, a causa delle difficoltà di reperimento delle materie prime, la Louit abbandonò la produzione di cioccolato. In seguito il marchio verrà acquistato da una società italiana, mentre le cartoline diverranno un oggetto da collezione molto ambito e ricercato.

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