Reali miniere di San Donato



Le Reali miniere di San Donato e più in generale l’itinerario nel verde che si deve percorrere, rappresentano un luogo intriso di storia millenaria da scoprire passo dopo passo. Situate nel Vallone di Forca d’Acero a circa 1000 mt di quota sono luogo ove la naturalità dell’ambiente si mescola al lavoro dell’uomo che ancora è apprezzabile attraverso i terrazzamenti realizzati con muri a secco.

LA STORIA
Reali miniere di San Donato sono un parco minerario realizzato a partire dal maggio del 1853 per volere di re Ferdinando II di Borbone. Gli scavi, supervisionati dal celebre geologo Gaetano Tenore, si protrassero fino al 1860, anno della conquista piemontese del Regno delle Due Sicilie. Il parco, sviluppato tra Monte Cunnola (oggi Monte Calvario) e Forca d’Acero, si compone di cinque gallerie (Galleria San Ferdinando, Galleria Santa Teresa, Galleria San Francesco, Galleria Sant’Agostino, Galleria Castelluccio), due pozzi e uno scavo a cielo aperto.

LOCALITA’ DI PARTENZA
San Donato Val di Comino. Giunti in Piazza Carlo Coletti si seguono le frecce segnaletiche che portano all’imbocco del sentiero in località Largo Lago.

IL PERCORSO
Si percorre il sentiero P1 del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per 1,9 Km, attraversando d’apprima campi coltivati a uliveti che ben presto lasciano spazio a un bosco misto ove non rara è la presenza dei grandi animali del PNALM quali caprioli, cervi, lupi orsi, oltre chistrici, volpi ecc. Si lascia quindi tale sentiero per incontrare sulla sinistra un muro a secco alto quasi 2 mt, che curvando segue dolcemente il sentiero ed è la base di un piccolo terrazzamento, sosta per gli operai dell’800. Superatolo, si volta a destra e inizia il vecchio tracciato che i minatori percorrevano per giungere alle miniere. Sin dall’inizio, il sentiero si presenta come un tratturo che mette in evidenza l’intenso utilizzo antropico dello stesso; scalini e muretti a secco che bloccano le pietraie sono le più evidenti testimonianze di tale passaggio. Interessante è la progressiva modificazione del paesaggio; si passa da una radura all’imbocco del sentiero che rappresenta un bellissimo esempio di giardino roccioso che salendo scopre le proprie particolarità e dove ogni anfratto è nascondglio per una piccola specie vegetale. Il massimo splendore si ha nella tarda primavera, quando la calura estiva ancora non limita la sopravvivenza delle essenze vegetali annuali. Salendo di quota si incontrano aceri (Acer opalus Mill.), maggiociondoli (Laburnum anagyroides Medik.), roverelle (Quercus pubescens Willd.) e tra gli arbusti domina il rovo (Rubus ulmifolius Schott). Il bosco diventa sempre più fitto e vi è la sostituzione delle essenze arboree con lecci (Quercus ilex L.) e soprattutto con i primi faggi (Fagus sylvatica L.). Tra gli animali non rari sono gli aculei di istrici (Hystrix cristata, Linnaeus 1758), penne di ghiandaia (Garrulus glandarius, Linnaeus 1758), escrementi di martora (Martes martes, Linnaeus 1758) e residui di pigne rosicchiate da scoiattoli (Sciurus vulgaris meridionalis, Lucifero 1907).

INFO E PRENOTAZIONI
Associazione Ecoland
Telefono: 340.8900435 (Marco)
E-mail: valdicomino@gmail.com

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