Pasqualina Perrella racconta come falsificavano i documenti per salvare gli ebrei

storie_26-01-19_bSamuel Berlin era diventato Antonio Bruno, nato a Napoli il 13 giugno del 1923, ivi residente alla via Di Fiore numero 59, studente, celibe. La data del rilascio del documento falso è quella del 23 febbraio del 1944. Seguono tre firme: quella del portatore, quella del podestà Gaetano Marini e quella del Comandante tedesco della Piazza, che risulta incomprensibile. Grazie a questo documento, Samuel Berlin ha evitato la morte ad Auschwitz.

Pasqualina Perrella nel 1944 aveva 22 anni e lavorava pro-tempore come impiegata al comune di San Donato: «Ricordo molto bene il gran numero di documenti che falsificammo – racconta – ed eramo tutti perfettamente consci del pericolo che correvamo, anche se per noi fare quella cosa era del tutto naturale e lo sentivamo come dovere morale, dato che gli ebrei ormai erano parte della nostra società paesana. Un giorno però i tedeschi bussarono alla porta della mia abitazione e minacciarono tutta la famiglia, se non mi fossi presentata al comando, ci avrebbero fucilati tutti. Mi chiesero se la calligrafia su uno dei documenti falsati fosse la mia ed io risposi affermativamente. Sono ancora qui – dice con voce rotta dall’emozione – solo un miracolo mi ha salvata, così come per le mie compagne, per li podestà e per il signor Donalo Coletti».

A San Donato comunque ci sono stati molti casi di aiuto agli ebrei o ai prigionieri di guerra alleati evasi dalla prigionia tedesca. I nomi da citare sono molti. Il dottor Guido Massa (padre del signor Bruno, che ha preziosamente collaborato alla fase di ricerca di questa storia) curava gratuitamente gli ebrei esponendosi ad un grave pericolo, così come curava i prigionieri di guerra evasi. Il dottor Massa è ancora oggi ricordato come il «medico buono». La signora Costanza Rufo salvò un’ebrea nascondendola in una cesta ricoperta di sterco di maiale, e per questo è stata insignita di una onorificenza dal governo israeliano.

Il signor Vincenzo Piselli aiutò alcuni prigionieri britannici ma fu scoperto dai tedeschi che lo deportarono a Dachau ove morì nel marzo del 1945. Gli è stata conferita una pergamena di merito dal governo britannico. Stesso riconoscimento anche per i signori Vincenzo Coletti, Donato Perrelli e Adelino Mazzola. San Donato può essere orgogliosa di queste belle storie.

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• Autore: Francesco Perrelli
• Fonte: Ciociaria Oggi (22 novembre 2000)