Origine e tradizione della Festa di San Donato

storie_07-08-19_festa-san-donato[…] La Festa di San Donato ha avuto origine nel nostro paese con l’introduzione del suo culto e della sua venerazione. La Festa è andata sempre più affermandosi col passare dei secoli, facendo accorrere al Santuario gente d’ogni luogo, attratta dalla venerazione al Santo e dalla fama dei miracoli che si ottenevano con la sua intercessione presso Dio. Certo inizialmente essa non era come la intendiamo e viviamo oggi: ma era semplicemente e solo il ricordo del Martirio del Santo; ad essa il popolo sandonatese si preparava spiritualmente, affluendo con devozione nella sua chiesa.

Con l’espandersi del culto si è assistito al ritorno del fenomeno dei pellegrinaggi; cioè il recarsi al Santuario per la festa; come succedeva nei tempi antichi, verso quelli che erano ritenuti i grandi templi-santuari delle divinità più importanti di tutto un popolo. Non sono poche le persone che ancora oggi ricordano l’arrivo delle “compagnie” dai paesi vicini e oltre; le quali prima del boom economico e dell’avvento dell’automobile raggiungevano il nostro paese a piedi, con muli, carretti o altri mezzi di trasporto il più delle volte improvvisati. Queste Compagnie giungevano il giorno 6 agosto, giorno della vigilia e dormivano all’aperto, nell’interno del Santuario, oppure alcune di esse venivano ospitate dai sandonatesi; oggi con i nuovi mezzi di trasporto, l’afflusso maggiore dei pellegrini giunge in paese al mattino della festa; fatta eccezione per alcune compagnie o gruppi di persone che giungono ancora il pomeriggio del 6 agosto.

C’è chi ricorda ancora il loro passaggio nelle strade del paese, cantando fino al Santuario; ed era qui che si assisteva a scene alle volte strazianti, o a forme di culto derivate dal paganesimo e ancora oggi conservate nel culto cristiano, in specialmodo in quelle che sono le feste tradizionali o patronali. Questi pellegrini si avvicinavano alla Statua del Santo in ginocchio o strisciando, o con altre forme penitenziali, che oggi la Chiesa ha proibito per ragioni d’igiene però sempre con la massima devozione e venerazione; per chiedere o impetrare una guarigione o una grazia particolare; oppure per ringraziare San Donato della guarigione ottenuta. La notte poi, erano pochi coloro che dormivano; essa infatti trascorreva in un continuo susseguirsi di canti e di preghiere fino al momento del distacco e della partenza dal Santuario.

Il culmine della festa, si aveva allora come oggi, il 7 agosto con la processione del Santo per le strade del paese. Una testimonianza storica della risonanza della Festa e della ospitalità del nostro popolo, ce la dà Giulio Prudenzio, nella sua opera Descrittione d’Alvito et suo Contato scritto nel 1574 e riportato dal grande storico alvitano Domenico Santoro nel suo libro Pagine sparse di storia alvitana. Al capitolo “Santo Donato”, così scriveva il Prudenzio:

«Nel dì di S. Donato poche sono le casate che non facciano apparecchi per quanti della Terra o forestieri vorranno andare a mangiarvi, et quello se reputa più honorato che più ne accoglie. Vi concorre gente pur assai sì del Contato, come d’Abruzzo, dell’Abbatia di S.,Germano, Sora et Arpino, et pare a loro che quanto più spendono, più se li accresca d’ogni bene et di santità…»

Oggi accorre al Santuario gente dei più svariati luoghi: oltre quelli citati dal Prudenzio si nota gente di Arce, Roccasecca, Terracina, Latina, Veroli, Monte San Giovanni Campano, Frosinone, Colleferro, Roma e altri luoghi. Col passare degli anni, alla Festa prettamente religiosa si è affiancata una festa cittadina di spettacolo e folklore, che si è accresciuta ogni anno di spettacoli sempre più vari e interessanti. Da una forma di “sagra paesana”, con giochi come: la corsa dei sacchi, il tiro alla fune, il palo della cuccagna ecc., si è passati a spettacoli più sofisticati come: concerti di complessi bandistici più rinomati, balletti, orchestre di musica leggera, per finire con cantanti famosi ascoltati alla Radio-Tv; il tutto condito con manifestazioni sportive come la corsa podistica “La Montanara“ a carattere regionale, corse ciclistiche e incontri di calcio.

Il nostro augurio è che la Festa di San Donato, che come abbiamo visto affonda le sue radici in tempi remoti squisiti a suscitare interesse nel cittadino sandonatese, a durare per molti anni e ad attirare verso il nostro paese dopo, sempre più gente.

Autore: Luciano Leone
Fonte: Cominium (agosto 1983)