Mario Giordano racconta la Val di Comino

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«Ricordo una corsa sulle colline al tramonto… Ricordo gli occhi di mia figlia Alice che mi aspettava… Ricordo la strada che saliva, un palco troppo grande che sembrava sfondare i muri, ricordo le stradine attorcigliate attorno al ronzio di qualche zanzara… Ricordo che c’era gente, tanta gente, che scivolava via con l’allegria antica di quei muri… Ricordo una birra, una felicità quasi placida, un incontro bizzarro sulla rotta piemonte-amsterdam-val di comino… Ricordo Alice che rideva…

Ricordo che pensai, come penso in ogni piazza in cui arrivo: ma io che ci faccio qui? Ricordo che dopo qualche minuto mi ero già dimenticato la domanda… Ricordo che mi sembrava a casa, ricordo che pensai all’Appennino, come sa essere sempre uguale, seppur diverso da Nord a Sud… Ricordo le canzoni…

Ricordo un amico che m’intervistava ed era più amico che intervistatore e non sapeva se vergognarsene o esserne orgoglioso… Ricordo che io ne ero orgoglioso… E ricordo che la macchina che mi portava a casa illuminava la notte e la notte lassù in cima sembrava non avesse voglia di finire…»

Mario Giordano

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LA RUBRICA
È risaputo che chi arriva in Val di Comino – vuoi per un soggiorno, vuoi di passaggio per qualche minuto – porterà con sé, per sempre, una storia, delle emozioni, ricordi indelebili. Dalla collaborazione con il Festival delle Storie nascono queste “note di viaggio” di ospiti speciali che hanno raccontato la valle.

CHI È MARIO GIORDANO
Giornalista e scrittore, da gennaio 2014 è direttore del Tg4. Mario Giordano si occupa di sprechi e costi della politica fin da quando andava in giro in bicicletta ai tempi del Pinocchio di Gad Lerner. Tra le sue pubblicazioni: Silenzio, si ruba, Chi comanda davvero in Italia, Waterloo! Il disastro italiano, L’Unione fa la truffa, Attenti ai buoni, Siamo fritti, Senti chi parla, 5 in condotta, Sanguisughe e Spudorati. Ha una moglie assai paziente e quattro figli che hanno vivacemente contestato il titolo del libro: «Come fai a scrivere Tutti a casa! se tu, a casa, non ci sei mai?».

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