La Val di Comino nell’Enciclopedia Italiana Treccani (1931)

leggere_17-10-14La Treccani è la più ampia ed esauriente enciclopedia che esista al mondo. La prima edizione, costituita da 35 volumi di testo e uno di indici, venne pubblicata dal 1929 al 1937. Nel 1931 appare per la prima volta la voce “Comino”.

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COMINO

«Col nome di Val di Comino viene designata nell’uso popolare una piccola regione della Campania settentrionale, corrispondente in sostanza all’alta valle del Melfa, quasi interamente ricinta da una chiostra di montagne calcaree (Appennino e Subappennino) salvo a sud-ovest, dove una depressione (350-450 metri) mette in comunicazione questa specie di conca con il territorio di Sora; il fiume esce invece dalla conca incidendo i calcari del Monte Cairo in una gola angusta, lunga circa 12 km., sboccando poi in piano a Roccasecca.

Le parti basse della conca (550 metri circa), che fu probabilmente occupata un tempo da un bacino lacustre, sono a coltura, con predominio del vigneto e dell’uliveto. Le colture arrivano fin verso i 900-1000 metri; più in alto il suolo è nudo, perché il bosco fu estirpato. Su un’area di 244 chilometri quadrati, la Val di Comino ha circa 30.000 abitanti, di cui oltre il 40% sparsi in case coloniche pullulanti in tutta la regione bassa, il resto raccolto in centri, dei quali i maggiori sono, in ordine di altezza: Casalvieri (380 metri), Atina (490 metri), Vicalvi (590 metri), Alvito (720 metri), Picinisco (725 metri), San Donato (728 metri), Settefrati (784 metri).

Il nome di Comino risale all’evo classico; qui era infatti, in località non bene precisata, una Cominium, presa e distrutta, nel 293 a.C., durante la III guerra sannitica, dai Romani comandati dal console Corvilio (Liv., X, 39; Dionys. Halic., XVII, 4, 3), mentre il suo collega assediava Aquilonia, il che fa supporre che le due città non stessero molto distanti. Certamente è differente dal Cominium Ceritum ricordato da Livio (XXV, 14) presso Benevento, e dai Comini, menzionati da Plinio (NatHist., III, 108) come un popolo degli Equicoli già scomparso al suo tempo.

Nel Medioevo, a partire almeno dal secolo XI, il nome Comino passa (come spesso è avvenuto in altri casi) a indicare un territorio, con confini gradualmente più vasti. Il nome si trova, dal secolo XV in poi, nella letteratura (Flavio Biondo, Leandro Alberti, ecc.) e sopravvive tuttora nell’uso, sebbene non abbia valore ufficiale, tranne che nella denominazione del comune di San Donato Val di Comino».

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Fonte: Treccani.it

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