Il miracolo di Natale… Padre Anacleto, Greccio e la Val di Comino

storie_24-12-14La figura più emblematica che lega il Natale alla Val di Comino è quella di Padre Anacleto Cenci, frate francescano nato a San Donato nel 1745 e morto a Greccio, la notte di Natale del 1806. Numerosi asserirono di aver ricevuto da lui miracolose guarigioni. Per le sue virtù è riconosciuto Servo di Dio ed è stata avviata la causa di beatificazione.

LA VITA
Di modestissima famiglia contadina Padre Anacleto nacque a San Donato il 28 gennaio 1745. Si chiamava Donato-Antonio ed era figlio di Marco e di Gaetana Nardone. Giovanissimo entrò nel convento di Balsorano, a 19 anni fu trasferito nel convento di Sant’Onofrio in Raiano (L’Aquila), poi a Magliano dei Marsi nel convento di San Martino, dove il 17 luglio 1764 si vestì da novizio francescano, prendendo il nome di Frate Anacleto. Il 17 luglio 1765 fu ordinato sacerdote. Gli ultimi anni di vita li trascorse nel convento di Greccio (Rieti), dove morì nel 1806.

VIRTU’ E MIRACOLI
Molti i fatti prodigiosi che lo videro protagonista: nel corso della sua permanenza al ritiro di Greccio guarì per ben due volte una bambina data per spacciata dai medici; a San Donato, invece, risanò all’istante un uomo dal dito appena troncato e gli predisse che un giorno sarebbe diventato francescano e  con quel dito avrebbe toccato l’ostia consacrata. Infine, in molti lo videro rapito in estasi, sollevato da terra. In poco tempo, la fama di Anacleto crebbe a tal punto che ognuno cercava di avvicinarlo, di baciargli l’abito e di chiedere una qualsiasi intercessione.

GRECCIO E LA ROSA
Si racconta che Padre Anacleto promise all’abate Carlo Coletti di San Donato di dargli un segno in occasione della sua morte. Il 25 dicembre del 1806, mentre l’abate attraversava il giardino attiguo al Duomo insieme al nipote e alla moglie di quest’ultimo, in mezzo alla neve vide spuntare una rosa che “faceva bella mostra di sé in tanto squallore di natura ”. L’abate Coletti intuì l’accaduto e pochi giorni dopo giunse in paese la notizia della morte del frate. In ricordo di questo episodio le cittadine di Greccio e San Donato sono gemellate ufficialmente.

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