Santi e culti cristiani

A Dio piace manifestarsi nel silenzio e nella quiete dei luoghi. Nella Val di Comino la congiunzione tra umano e divino trova il suo apice, trasformandosi in uno di quei posti privilegiati, capace di dispensare grazie e favori celesti. L’intera valle è costellata di luoghi benedetti. Sono santuari, chiese, conventi a volte semplici edicole, animati dai culti tramandatici dalla pietà popolare.

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CULTI PALEOCRISTIANI

Con la morte di Gesù e l’opera degli Apostoli, il cristianesimo si diffuse a Roma e nel mondo intero, non solo per la sua originalità e universalità, ma soprattutto per la testimonianza di fervore, di amore fraterno e di carità verso tutti. Le autorità civili, e il popolo stesso, dapprima indifferenti, si dimostrarono ben presto ostili alla nuova religione, perché i cristiani rifiutavano il culto dell’imperatore e l’adorazione delle divinità pagane. Secondo la tradizione, le prime tracce cristiane nella Val di Comino sono da ricercarsi nel passaggio di San Pietro, che diretto a Roma, sostò ad Atina. Qui conobbe Marco Galileo, un suo conterraneo, che convertì e nominò più tardi primo Vescovo di Atina. Con la diffusione del Vangelo aumentarono le persecuzioni. In questi anni, oltre a San Marco, vennero uccisi gli atinati Passicrate, Nicandro, Marciano, Daria e Giuliano. Nel corso della quinta e della nona persecuzione, furono uccisi anche Caro (29 aprile) e Prudenzio (1 aprile), entrambi vescovi di Atina.

San Marco Galileo vescovo e martire
Santi Marciano e Nicandro martiri

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CULTI MEDIEVALI

Sono passati due millenni dalla nascita di Gesù e da allora, grazie all’opera dei monaci benedettini sono nati i primi monasteri e le prime chiese, che oltre a salvare le impaurite popolazioni della valle dalle scorrerie dei barbari, hanno gettato le basi per quei culti ancora oggi capaci di attrarre migliaia di pellegrini dall’Italia e dal mondo. Grazie alla loro infaticabile opera nacquero ben 22 tra Santuari e piccole abbazie (prepositure). Da queste si sono avuti poi i villaggi e i borghi fortificati: San Donato (778), Settefrati, San Paolo. Eredità di questa antica origine benedettina è il titolo onorifico di “abate” che ancora oggi designa i parroci di molte chiese della Val di Comino.

Madonna di Canneto
San Donato vescovo e martire
San Gerardo confessore
San Biagio vescovo e martire

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CULTO FRANCESCANO

La Val di Comino è terra di umiltà e sublime contemplazione. Lo sapevano bene i benedettini quando vi eressero i primi monasteri o i seguaci di Celestino V quando costruirono gli eremi tra Campoli e Pescosolido. Ne era a conoscenza anche San Francesco d’Assisi, che non a caso vi trascorse alcuni anni e vi fondò un convento a Vicalvi e un oratorio a Posta Fibreno. Sulle tracce del maestro vanno ricordati tre frati, “servi di Dio”, in attesa di essere proclamati beati e forse un giorno santi: Tommaso Ricci (1578-1648) e Anacleto Cenci (1746-1806).

San Francesco d’Assisi
Fra Tommaso da Sandonato
Padre Anacleto Cenci

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CULTO DEI MARTIRI E DEI CORPI SANTI

Per secoli, le chiese hanno scandito la vita degli abitanti della Valle, con i rituali, le feste, le tradizioni. L’apice fu raggiunto nel Settecento, quando grazie alle migliorate condizioni di vita, aumentò la popolazione, furono incentivati i pellegrinaggi e le chiese, per far fronte a questa nuova esigenza, vennero ampliate ed impreziosite, oltre che di decori, anche di reliquie e nuovi culti. Dalle catacombe romane giunsero i Corpi Santi di numerosi martiri, che dalle popolazioni festanti, furono subito innalzati a patroni e compatroni dei nostri paesi. Una venerazione incoraggiata dai Papi che rispondevano così all’esigenza di dare a questi martiri degna sepoltura nelle chiese. La tradizione, giustificata dalle ricognizioni dei loro resti mortali, li vuole giovanissimi e decisi a sacrificarsi pur di non rinnegare il nascente cristianesimo. Anche al visitatore più distratto, la loro presenza non può sfuggire perché le loro statue sono rappresentate in posizione supina all’interno di artistiche urne barocche, dorate e intagliate. Per secoli le loro urne sono state celate fino all’inizio dei festeggiamenti con un dipinto raffigurante il martire dormiente.

San Valerio martire
Sant’Onorio martire
Santa Costanza martire
Santa Mesia Elia martire
Santa Vittoria martire
Santa Blandina martire

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CULTI DELLA PIETA’ POPOLARE

Madonna dell’Arvize
Bambin Gesù

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