Arti e mestieri

arti-e-mestieriDi padre in figlio, di generazione in generazione, gli uomini forti della Val di Comino sono riusciti a tramandare fino ai giorni nostri un inestimabile patrimonio ai arti e mestieri antichi.

LA PIETRA
Antica arte è quella della pietra. I vecchi scalpellini si dedicavano a questa attività dopo un lungo e faticoso periodo di apprendistato, tramandato di generazione in generazione. In ogni pietra bocciardata, nella corretta scelta dei profili e delle proporzioni, nella precisione degli ornamenti traspare tutta la grandezza della loro opera. Una traccia indelebile è quella lasciata dagli scalpellini di San Donato, che dalla Val di Comino sono riusciti a esportare la loro creatività nei laboratori del Vaticano, nella ricostruzione dell’Abbazia di Montecassino, nella Casa Bianca a Washington e in Francia, dove restaurarono la Cappella ai Napoleone nello Chateau di Versailles, quasi tutti i musei parigini, il Trianon e molte abitazioni di ricche famiglie, come i Drefus, gli Onassls e i Dior.

IL FERRO BATTUTO
Un fascino che sfida il tempo è quello del ferro battuto. Le origini di quest’arte risalgono al tempo dei Volsci e dei Sanniti, con lo sfruttamento delle miniere di ferro dei monti del Meta. Nei secoli questa pratica artigiana si è affinata e ha avuto ogni genere di applicazione, dal semplice manufatto all’elemento strutturale, fino a quello decorativo. In passato, accanto all’opera degli orafi, dei fonditori e degli artieri che lavoravano a martello il bronzo e il rame, si segnalavano i fabbri ferrai, che hanno lasciato valide e significative testimonianze della loro abilità. Tra il XVIII e il XIX secolo si assistette a un sorprendente miglioramento tecnico nella lavorazione del ferro: la malleabilità del metallo venne sfruttata appieno e la fantasia degli artisti diede vita a forme e figure innovative, visibili soprattutto nel balconi e nelle inferriate di molti palazzi gentilizi. Oggi come in passato, molte sono le opere uscite dalle officine della valle.

LA ZAMPOGNA
Una delle produzioni tipiche della valle è quella legata alla zampogna. Gli zampognari cominensi sono ancora oggi richiestissimi in tutta Europa per la loro maestria. Il prodotto trova collocazione nel vasto mercato dell’etnico. Le fasi della costruzione dello strumento hanno inizio con la selezione di un legno adatto. La lavorazione parte con lo sgrossamento del pezzo, fatto a mano con l’ascia. Segue la prima tornitura e perforazione. A questo punto viene lasciato a stagionare, finché il pezzo – che in ultimo costituirà un calamo – sarà rilavorato al tornio. La filettatura dei calami, su cui sarà avvitata la campana è invece realizzata a mano con il coltello. La sacca, invece, è costituita da una camera d’aria rivestita di pelle di pecora. Una volta costruite le diverse parti, lo strumento verrà assemblato, rifinito e accordato.

LA NAUE
La nàue, invece, è la tipica imbarcazione utilizzata dagli abitanti del lago di Posta Fibreno ed è dì notevole interesse etnografico. Ha forma quaarangolare ed è ricavata da un unico tronco di quercia, con il fondo piatto e i lati di prua e di poppa a scivolo. La nàue viene spinta sulle acque non àa remi, ma da un lungo palo, alla cui sommità viene applicato un ferro aguzzo, E’ condotta sia da uomini che da donne, che remano in piedi, come i gondolieri di Venezia. Quest’Imbarcazione fu in uso presso gli antichi popoli italici, ed è interamente realizzata con assi di legno di rovella inchiodati e incollati con uno speciale impasto di muschio e farina e può trasportare un carico di 700/800 chili. Ancor oggi la barca viene utilizzata sulle acque del lago per gli spostamenti, per la pesca e per la raccolta delle erbe acquatiche usate come foraggio per gli animali, Depositari della millenaria tecnica costruttiva sono alcuni anziani, che realizzano nàue in miniatura, aquistabili nei negozi di souvenir.

LA LANA
Le prime notizie della lavorazione della lana risalgono al XVI secolo quando i sandonatesi producevano «de li panni lana per loro uso et per vendere». Ciò favorì la presenza di mercanti fiorentini in Val di Comino. Questa pratica era incoraggiata dalle caratteristiche naturali della zona, ricca di greggi e di acqua abbondante. Fino a non molti anni fa, alcune fasi della lavorazione – quali la filatura e la tessitura – continuavano a essere effettuate a domicilio attraverso il sistema del “lavoro diffuso”, grazie a strumenti tradizionali come telai orizzontali in legno (spesso risalenti in alcune parti ai secoli XVIII e XIX), orditoi, spolettatrlcl, cannelli, navette, arcolai, ecc.

IL LEGNO E IL VIMINI
Il legno è la materia prima per la realizzazione di pregiati mobili e diversi utensili. I mobili impreziosiscono palazzi, chiese e semplici abitazioni, Gli utensili sono attrezzi agricoli e oggetti ancora in uso nelle case moderne. Si tratta di mestoli, cucchiai, contenitori per alimenti e le tipiche “scifette”: vassoiettl in legno utilizzati come piatti per fettuccine, gnocchi e polenta. In alcuni centri della valle gli anziani realizzano a mano cesti, canestri, sporte in vimini e vinchio, oltre alle tradizionali sedie in legno rustico e paglia intrecciata.

I PRESEPI
Più recente, ma di evidente richiamo turistico è la produzione di presepi. La tradizione affonda le sue radici nelle decennali manifestazioni natalizie che si svolgono a San Donato, cittadina gemellata con Greccio (Ri), la patria del primo presepe i tutti I tempi. Questi lavori si caratterizzano per lo stile originale: le ambientazioni sono quelle storiche e artistiche della Val di Comino nel XVIII secolo; le miniature delle abitazioni riproducono borghi e vicoli appenninici con stradine e spazi angusti, quasi labirintintici; i personaggi sono sempre artigiani e popolani intenti nelle loro faccende e con indosso i costumi tipici; i materiali utilizzati nelle realizzazioni sono gli stessi offerti dal luogo come la pietra dei maestri scalpellini, il legno o il ferro battuto. Di notevole pregio sono Infine le miniature di Lucio Gatti, scolpite nel legno di ulivo e raffiguranti intere scene evangeliche.

-

© Riproduzione riservata