Con il piccolo Fabio, la Val di Comino è in finale nella Coppa Italia di pugilato

giocare_19-09-14Classe 2005. Nove anni compiuti da poco. Fabio Smedile è un ragazzino come tanti altri che si incontrano in Val di Comino, soprattutto d’estate, quando tornano dai nonni o a trovare gli amici. Sotto l’aspetto mingherlino, si cela una delle promesse del pugilato italiano. Fabio, anzi… Fabietto, rappresenterà il Lazio nella finale della Coppa Italia Giovanile.

LA MANIFESTAZIONE
La finale si svolgerà a Roccaforte Mondovì (Cuneo) il 20 e il 21 settembre. Oltre a Fabio, saranno coinvolti altri 70 campioncini tra i 5 e i 14 anni, provenienti dalle federazioni regionali di tutta Italia. Quattro le qualifiche in gara: i cuccioli (6-7 anni), cangurini (8-9-10 anni), canguri (11-12 anni), allievi (13-14 anni). Il Piemonte ospita per la seconda volta la kermesse nazionale giovanile a testimonianza della grossa crescita dell’attività pugilistica giovanile nella regione. La manifestazione è patrocinata dal CONI.

SOGNANDO ARCARI
Tra i miti del piccolo Fabio c’è Bruno Arcari di Atina, il più forte pugile italiano di tutti i tempi. Una passione, questa, condivisa con il padre Omar, ex campione di pugilato. Una curiosità: prima di lasciare San Donato per tornare a Roma, Fabio ha voluto fare un giro nella Biblioteca di Atina. Oltre a qualche libro di avventura, la sua attenzione è stata tutta per un poster d’epoca di Bruno Arcari, gelosamente custodito da Luciano Caira. Per Fabio, quale miglior augurio che una foto scattata assieme al suo idolo?

I VALORI DEL PUGILATO GIOVANILE
Le competizioni giovanili escludono la forma completa della disciplina; non è previsto il contatto pieno con l’avversario, si valorizza piuttosto l’aspetto ludico, formativo e propedeutico al pugilato dilettantistico di stile olimpico. Il pugilato giovanile è soprattutto uno strumento di diffusione dei valori positivi dello sport e ha come obiettivo distogliere i giovani dalla dispersione scolastica e dall’emarginazione.

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