Boom di nascite per il camoscio appenninico, simbolo del monte Meta

scoprire_20-08-14Una bella notizia per il camoscio appenninico: boom di nascite per l’animale simbolo del monte Meta, la vetta della Val di Comino. Dai conteggi svolti dal 29 al 30 luglio da 60 operatori, su 27 circuiti nel Parco, sono stati avvistati 497 camosci, dei quali 141 sono i nuovi nati (kid) e 57 giovani di un anno (yearling).

Rispetto alle conte estive del 2013, quando furono contati 392 individui, i dati di quest’anno fanno ben sperare. In particolare è  stato registrato un tasso di sopravvivenza al primo anno del 50%, un valore decisamente in linea con quanto noto per altri ungulati di montagna. Il boom di nascite si è registrato in tutti i branchi avvistati, con i monti Meta e Tartaro che si confermano le aree più rappresentative per il camoscio.

Altra notizia di rilievo è la presenza di oltre 80 camosci nel comprensorio del Marsicano. Sebbene il camoscio appenninico oggi sia presente anche  in altre quattro aree protette, l’area del Parco resta la più importante in quanto ospita la popolazione relitta di questa specie e dalla quale hanno preso il via le altre colonie.

Proprio per l’importanza storica e conservazionistica del camoscio, l’Ente Parco, già impegnato nella sua tutela dalla sua istituzione nel 1923,  ha predisposto, nell’ambito di del Progetto LIFE Coornata, uno specifico Piano di Gestione che si pone come obiettivo principale  il miglioramento dello status di  conservazione e tutela del Camoscio appenninico nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

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Fonte: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

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